Prestiti a Protestati

Vediamo adesso come funzionano le cose quando si tratta di concedere prestiti a soggetti che possono essere considerati “a rischio”.
Cominciamo dai protestati.

Anzitutto, si definiscono protestati quei debitori che in conseguenza del mancato pagamento di un assegno, una tratta, una cambiale, o un altro titolo consimile, hanno subìto quel particolare procedimento che è terminato con l’attribuzione della qualifica di cui sopra.

I protestati vengono iscritti in un elenco tenuto e gestito dalle Camere di commercio ( legge 480/1995) e rimangono inseriti nei registri per 5 anni, salva la cancellazione conseguente all’estinzione del debito sotteso al titolo.
Fino a poco tempo fa era impossibile concedere prestiti anche personali ai protestati. Adesso, fortunatamente , le cose stanno in maniera diversa ed è stato introdotto un particolare tipo di finanziamento che consente l’accesso al credito anche alla categoria dei protestati.

Le fattispecie che consentono ai protestati di ottenere l’erogazione di un finanziamento sono tre: la cessione del quinto dello stipendio, il prestito delega e il prestito cambializzato. Di tutti e tre i casi, ci occuperemo nei prossimi articoli, per adesso basti dire che il presupposto fondamentale è che il richiedente sia un lavoratore dipendente (pubblico o privato).

Per coloro che sono esclusi dal rapporto di lavoro dipendente (autonomi e soggetti senza busta paga) risulta estremamente difficile l’accesso al credito e le uniche possibilità rimangono quelle di una garanzia personale ( terzo garante) o reale (ipoteca). Vediamo adesso come funzionano le cose quando si tratta di concedere prestiti a soggetti che possono essere considerati “a rischio”.
Cominciamo dai protestati.

Anzitutto, si definiscono protestati quei debitori che in conseguenza del mancato pagamento di un assegno, una tratta, una cambiale, o un altro titolo consimile, hanno subìto quel particolare procedimento che è terminato con l’attribuzione della qualifica di cui sopra.

I protestati vengono iscritti in un elenco tenuto e gestito dalle Camere di commercio ( legge 480/1995) e rimangono inseriti nei registri per 5 anni, salva la cancellazione conseguente all’estinzione del debito sotteso al titolo.
Fino a poco tempo fa era impossibile concedere prestiti anche personali ai protestati. Adesso, fortunatamente , le cose stanno in maniera diversa ed è stato introdotto un particolare tipo di finanziamento che consente l’accesso al credito anche alla categoria dei protestati.

Le fattispecie che consentono ai protestati di ottenere l’erogazione di un finanziamento sono tre: la cessione del quinto dello stipendio, il prestito delega e il prestito cambializzato. Di tutti e tre i casi, ci occuperemo nei prossimi articoli, per adesso basti dire che il presupposto fondamentale è che il richiedente sia un lavoratore dipendente (pubblico o privato).

Per coloro che sono esclusi dal rapporto di lavoro dipendente (autonomi e soggetti senza busta paga) risulta estremamente difficile l’accesso al credito e le uniche possibilità rimangono quelle di una garanzia personale ( terzo garante) o reale (ipoteca).